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30.10.2026 | Il Raduno della Colonia

Un momento per condividere i risultati e riflettere sulla vera essenza della leadership: l’arte e il coraggio di decidere tra razionalità e emotività. 

Nel corso del nostro ultimo evento aziendale, il CEO Giuseppe Dell’Acqua Brunone ha condiviso con tutta l’azienda una profonda riflessione su un gesto che compiamo ogni giorno, spesso in modo automatico, ma che traccia la rotta del nostro futuro professionale e personale: prendere una decisione. 
 
È da questa riflessione che ha preso forma il Raduno della Colonia di Stantup del 30 ottobre 2026, il consueto appuntamento mensile in cui tutte le formiche si ritrovano per condividere aggiornamenti, progetti, obiettivi e risultati. Un momento che è diventato un’occasione per riflettere insieme verso quale direzione ci stiamo muovendo e come.    

Decidere non è mai un atto neutro. Se guardiamo alla radice stessa della parola, decidere significa recidere — tagliare, dividere. Ogni volta che stiamo decidendo, stiamo involontariamente compiendo una scelta che ci impone una rinuncia. Scegliere di andare verso qualcosa significa inevitabilmente lasciare andare qualcos’altro. 

Spesso tendiamo a dare alla parola “scegliere” un peso più leggero rispetto a “decidere”, quasi come se selezionare un’opzione tra tante fosse meno definitivo. Eppure, le due azioni sono facce della stessa medaglia: scegliere tra più opzioni richiede la determinazione di decidere. 

Esiste un’apparente via di fuga che tutti, prima o poi, abbiamo tentato di percorrere: l’immobilità. Ma il CEO ci ha ricordato un paradosso fondamentale: decidere di non decidere è, a tutti gli effetti, una scelta. 

Nel momento in cui evitiamo una strada, stiamo comunque decidendo di rimanere dove siamo o di lasciare che le circostanze scelgano per noi. È un labirinto concettuale intricato, ma cruciale per lo sviluppo della nostra leadership: non esiste l’assenza di scelta. 

Perché, alla fine, decidiamo? Il discorso si è concentrato sui due grandi driver che muovono ogni nostra azione in azienda e nella vita: 

L’opportunità: la spinta ad andare avanti, a evolverci e a raggiungere un obiettivo ambizioso. 

I problemi: la necessità di trovare una soluzione, di allontanarci da una situazione critica o da un ostacolo. 

Da un lato siamo attratti dal futuro, dall’altro siamo spinti dall’esigenza di risolvere il presente. 

Il discorso si è concluso con un interrogativo aperto, un invito alla riflessione che il CEO ha lanciato a tutta la platea: 

“Come prendiamo le nostre decisioni? Usando cosa? Quando prendiamo una decisione, solitamente cosa mettiamo in campo?” 

La gestione del rischio: guardare in faccia lo scenario peggiore.   

La risposta a questa domanda risiede nel metodo con cui affrontiamo l’incertezza. Saper decidere non significa agire al buio o ignorare i rischi. Al contrario, la vera maturità manageriale consiste nella capacità di muoversi all’interno di ogni possibile scenario, sforzandosi attivamente di comprendere quale sia la situazione peggiore da affrontare.  

Pensare al bilancio dei danni più grave in ogni singola opzione non è un limite all’azione, ma la chiave per sbloccarla: una volta mappato l’impatto più duro e capito come gestirlo, la paura svanisce e resta solo la strategia.  

L’intervento si è chiuso con un invito chiaro per tutta l’organizzazione:  

“Il mio invito è sempre lo stesso. Decidete partendo dall’io, perché a volte decidiamo e ci blocchiamo perché pensiamo troppo alle conseguenze degli altri. L’io prima di ogni altra cosa. Non c’è decisione che non abbia impatto sulle persone intorno a noi. Io ho bisogno che voi impariate a decidere pensando a come impatta su di voi. Ho bisogno che impariate a decidere per voi stessi e per gli altri. Ho bisogno di avere accanto a me persone in grado di prendere decisioni difficili. Perché, come sempre, se un gruppo di persone capaci riesce a prendere decisioni difficili, è tutto molto più semplice.”  

La paura di sbagliare è una reazione naturale, ma non devono tradursi in immobilismo. L’appello finale del CEO è un invito all’azione e un manifesto per il futuro di tutta la nostra squadra:  

“Però decidete. Prendetela quella decisione. Scegliete. Fatelo. Provando paura, non scappate dalla paura, decidete, affrontatela, valutate gli impatti, quali sono gli scenari, perchè solo così noi avremo 88 CEO.” 

La filosofia delle formiche accompagna questo modo di lavorare attraverso quattro punti fondamentali: non arrenderti mai, guarda avanti, sii positivo e fai tutto quello che puoi.

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