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Switch in 24 ore: rivoluzione o rischio? L’analisi del Tutor sull’impatto per i Reseller

Dal 1° gennaio 2026, cambiare fornitore di energia elettrica potrebbe richiedere solo 24 ore. Una riforma che promette velocità ed efficienza, ma che solleva anche dubbi e preoccupazioni, soprattutto per i Reseller. Quali sono i reali impatti di questa novità? Quali opportunità e quali criticità emergeranno per chi opera nel mercato retail dell’energia? Abbiamo analizzato i documenti ARERA, i dati sui comportamenti dei consumatori e i rischi di “turismo energetico” per offrire una lettura chiara e concreta del prossimo futuro.

L’introduzione del cosiddetto “switch in 24 ore” risale al 2022 con la Delibera ARERA 705/2022/R/eel, che proponeva una riforma del processo di cambio fornitore in linea con il Decreto Legislativo 210/2021 (di recepimento della Direttiva Europea 2019/944). L’obiettivo europeo: incentivare la concorrenza e facilitare scelte consapevoli.

L’ultimo aggiornamento normativo, invece, è rappresentato dalla Delibera ARERA 117/2025/R/eel, che ha chiuso la fase di consultazione tecnica lo scorso 30 aprile. Il nuovo processo dovrebbe entrare in vigore ufficialmente dal 1° gennaio 2026.

La fase attuativa prevederà:

  • Ruolo del Sistema Informativo Integrato (SII): responsabile dell’esecuzione dello switching e delle verifiche di ammissibilità;
  • Revisione del pre-check: i dati anagrafici e tecnici saranno verificabili prima della stipula contrattuale, previo consenso esplicito del cliente;
  • Tempi di switching differenziati:
    • 1 giorno lavorativo se la controparte commerciale coincide con l’utente del dispacciamento;
    • 3 giorni lavorativi se non coincide e manca la pre-autorizzazione;
  • Utilizzo del Portale Offerte (PO): il cliente potrà dare il consenso all’accesso ai propri dati tramite SPID o CIE.

In caso di esito positivo, il SII aggiornerà automaticamente il Registro Centrale Ufficiale (RCU). In caso contrario, la richiesta verrà respinta.

Pro e contro

Per comprendere meglio i pro e i contro che questa riforma avrà sul settore abbiamo analizzato i più recenti rapporti ARERA per comprendere come questa riforma possa impattare concretamente sulle attività dei Reseller.

Negli anni, l’aumento dell’attività di switching è stato favorito anche dalla progressiva liberalizzazione del mercato: nel 2023 il 19,4% dei clienti domestici ha cambiato fornitore.

Ma perché molti clienti ancora non cambiano?

Secondo il monitoraggio sull’evoluzione dei mercati di vendita dell’energia elettrica e del gas di ARERA tra i motivi principali non figura la complessità tecnica del processo, indicata solamente da una percentuale esigua che varia tra l’1,5% e il 4,7% del campione di 1000 utenti. Piuttosto, prevalgono la fidelizzazione con l’attuale fornitore, la percezione di convenienza e la scarsa conoscenza delle alternative.

In questo contesto, lo switching in 24 ore potrebbe non avere un impatto burocratico rilevante per il consumatore medio, ma può rappresentare uno stimolo psicologico: la velocità del passaggio potrebbe spingere anche i più restii a provare un nuovo fornitore.

Dal punto di vista dei Reseller il cambio in 24 ore da una parte potrebbe effettivamente portare a nuove competizioni, tuttavia dall’altra le criticità in tema credito sono dietro l’angolo. Di seguito i pro e i contro rilevati:

PRO

  1. Leva commerciale immediata: campagne basate sul messaggio “Passa con noi in 24 ore” possono sicuramente risultare più aggressive e aumentare le conversioni.
  2. Test A/B in “tempo reale”: Possibilità di valutare rapidamente l’efficacia di offerte diverse sul mercato.
  3. Ciclo di onboarding più rapido: Attivazione più veloce significa anche anticipazione dei ricavi.

CONTRO

  1. Rischio di churn elevato: Il cliente può cambiare in un giorno anche per una banale incomprensione;
  2. Pressione sui sistemi interni: Serviranno strutture digitali e automatismi efficienti; chi è meno preparato sarà penalizzato;
  3. Turismo energetico e rischio credito: Dal 2011 al 2023, i fornitori hanno emesso oltre 2 milioni di richieste CMOR per un valore di 830,5 milioni €, a fronte di crediti insoluti per circa 1,014 miliardi €
  4. Curva d’incasso sotto stress: ARERA segnala che circa il 70% dei clienti paga entro i termini previsti (tendenzialmente entro 20 giorni). Con un tempo di switching più rapido, e venendo meno il rischio sospensione, la curva d’incasso potrebbe subire un incremento.

Qui si conclude la nostra analisi.

Ciò che emerge è che effettivamente lo switching in 24 ore sarà una riforma che avrà più impatto psicologico che burocratico per l’utente finale, ma invece sarà rivoluzionario per i Reseller con impatti non indifferenti in diverse aree. Motivo per cui sarà necessario investire in customer experience, automatizzazione, controllo del credito, ma soprattutto sulla fidelizzazione. In un mercato dove si potrà  entrare e uscire in un giorno, avrà la meglio chi sa farsi scegliere ogni giorno.

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